domenica 6 ottobre 2013

Ottobre 2013, l'associazione WaterFrontStabia si rivolge alla nuova amministrazione comunale con un manifesto pubblico.

L'associazione WaterFrontStabia è nata nel 2010 per i soli proprietari degli immobili produttivi confinanti e prospiciente l’arenile di Via A. De Gasperi per spingere le forze politiche e l’amministrazione cittadina a definire, finalmente, dopo i precedenti lunghissimi anni di mancate promesse dell’amministrazione di Sinistra ed i successivi di Destra, la precisa e chiara destinazione urbanistica da dare a questa importantissima ed unica zona di rilancio economico-occupazionale della città .
Questi ulteriori ultimi tre anni di inutile fiduciosa attesa,con progetti fumosi ed irrealizzabili, hanno saputo produrre solamente una inspiegabile vigilanza sulla progettata ed appaltata trasformazione urbana della Via De Gasperi e fatto   scattare improvvisamente, come fulmine a ciel sereno, un pericolosissimo allarme per la sopravvivenza economica-occupazionale dell’intero quartiere e,per esso, dell’intera città.  
Da alcuni mesi sono iniziati, fortunatamente inspiegabilmente sospesi, i lavori di riqualificazione urbana dell’intera Via A. De Gasperi che, se eseguiti, farebbero definitivamente naufragare tutti i progetti di sviluppo produttivo dell’area e l’inevitabile allontanamento delle poche realtà imprenditoriali  coraggiosamente “ esistenti “ ed ancora “resistenti” nella zona.
Il progetto di questi lavori non è mai stato adeguatamente pubblicizzato, non é stato sottoposto al giudizio delle forze politiche e della “ società civile “ cittadina,  non ha avuto alcun dibattito, che si ricordi,  in consiglio comunale e,  semmai vi sia passato, è stato completamente ignorato da tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, dimostrando in tal modo, tutti, scarsa “vigilanza“ ed “interesse” ad approfondire e far approfondire  all’intera città progetti di così grande interesse collettivo.
L’associazione WaterFrontStabia ritiene questo progetto surrealistico, inadeguato, irrimediabilmente contrario agli interessi della zona e più in generale dell’intera città, enormemente costoso ed ancora più costoso per il suo mantenimento e la sua continua indispensabile necessaria manutenzione e, per poter ottenere  maggiore attenzione dalle autorità competenti ha deciso di estendere  il diritto di diventare soci  a tutti i proprietari, piccoli, medi e grandi; produttivi o residenziali ricadenti esclusivamente nella fascia costiera prospiciente l’arenile, a partire dalla foce del rivo San Marco fino a quella del fiume Sarno, per avere di tutti e possibilmente creare un forte movimento capace di “pesare” costruttivamente e nell’interesse dell’intera città  sulle decisioni dei responsabili dell'amministrazione della  cosa pubblica e, nello specifico, a pubblicizzare adeguatamente questo progetto, sentire il parere dell’intera “società civile” ed eventualmente pretendere una sostanziale modifica dello stesso.