Carissimo Sindaco,
ancora una volta Le scrivo perché dopo il consiglio comunale
di lunedì avrei diverse domande da porgerLe, ma evito di essere tedioso e mi
soffermo su un unico punto: Terme di Stabia.
Durante il consiglio comunale Lei ha invitato gli
imprenditori del settore a farsi avanti con coraggio nella privatizzazione
della nostra azienda termale che è ormai praticamente fallita.
Ma se si è arrivati a tal punto è lecito chiedersi cosa non
abbia funzionato, oltre quella che può essere stata una gestione
"allegra" di ex amministratori, e in sostanza cosa offre Terme di
Stabia.
Il termalismo è un settore che negli ultimi anni ha
attraversato un'importante fase evolutiva poiché si è fatto più labile il
confine tra attività terapeutiche in senso stretto, riabilitazione, fitness e
trattamenti estetici, per cui si parla sempre con maggiore frequenza di centri
benessere, intendendo per benessere l'acquisizione e il mantenimento di uno
stato che è al tempo stesso fisico e psichico.
Competere efficacemente richiede, pertanto, uno sforzo
collettivo che investa sia le istituzioni che devono creare le "condizioni
al contorno" favorevoli, ma anche le aziende che devono adeguare le
strutture organizzative all'evoluzione del contesto competitivo.
Terme di Stabia, però, ha sempre funzionato con attività
principalmente legate alle convenzioni con l'ASL, sfruttando molto poco quelle
che sono ormai fondamentali risorse legate a benessere ed estetica e
trovandosi, di fatto, fuori dal gioco delle competizioni.
Quindi detto ciò Le volevo chiedere se, oltre alle
delicatissime questioni del ripianamento della massa debitoria e
dell'assunzione degli ex dipendenti, sono previste strategie che vadano in
questa direzione e quindi sia se verrà prevista pianificazione "ad
hoc" per favorire il rilancio delle terme e se alla presentazione dei
piani industriali dei privati si porrà attenzione ai nuovi settori termali.

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