martedì 4 novembre 2014

Il Sindaco risponde: terza domanda.

Carissimo Sindaco,

ancora una volta Le scrivo perché dopo il consiglio comunale di lunedì avrei diverse domande da porgerLe, ma evito di essere tedioso e mi soffermo su un unico punto: Terme di Stabia.
Durante il consiglio comunale Lei ha invitato gli imprenditori del settore a farsi avanti con coraggio nella privatizzazione della nostra azienda termale che è ormai praticamente fallita.
Ma se si è arrivati a tal punto è lecito chiedersi cosa non abbia funzionato, oltre quella che può essere stata una gestione "allegra" di ex amministratori, e in sostanza cosa offre Terme di Stabia.
Il termalismo è un settore che negli ultimi anni ha attraversato un'importante fase evolutiva poiché si è fatto più labile il confine tra attività terapeutiche in senso stretto, riabilitazione, fitness e trattamenti estetici, per cui si parla sempre con maggiore frequenza di centri benessere, intendendo per benessere l'acquisizione e il mantenimento di uno stato che è al tempo stesso fisico e psichico.
Competere efficacemente richiede, pertanto, uno sforzo collettivo che investa sia le istituzioni che devono creare le "condizioni al contorno" favorevoli, ma anche le aziende che devono adeguare le strutture organizzative all'evoluzione del contesto competitivo.
Terme di Stabia, però, ha sempre funzionato con attività principalmente legate alle convenzioni con l'ASL, sfruttando molto poco quelle che sono ormai fondamentali risorse legate a benessere ed estetica e trovandosi, di fatto, fuori dal gioco delle competizioni. 
Quindi detto ciò Le volevo chiedere se, oltre alle delicatissime questioni del ripianamento della massa debitoria e dell'assunzione degli ex dipendenti, sono previste strategie che vadano in questa direzione e quindi sia se verrà prevista pianificazione "ad hoc" per favorire il rilancio delle terme e se alla presentazione dei piani industriali dei privati si porrà attenzione ai nuovi settori termali.


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