venerdì 10 luglio 2015

Pedane sull'arenile di Corso De Gasperi: un altro goffo provvedimento dell'amministrazione Cuomo.

Dopo tanto sonnecchiare pare che l’amministrazione comunale sia tornata a lavorare.

Si parla infatti in questi giorni di un bando per “l’utilizzo del tratto di arenile comunale parallelo a via De Gasperi dal rivo San Marco a Marina di Stabia per iniziative atte a migliorare, rilanciare e promuovere il turismo, il commercio nonché le attività ludico, ricreative e sportive con aree attrezzate per l’animazione estiva.”
L’idea potrebbe sembrare, seppur lontanamente, buona ma basta fare delle piccole considerazioni per capire quanta superficialità ci sia dietro questo ennesimo tentativo di creare un provvedimento utile per la città.
Al di là del notevole tempismo che sin dagli albori è stato un tratto distintivo dell’amministrazione guidata da Nicola Cuomo e che porterebbe, così come per i chioschi dell’anno scorso, a dover allestire in tempi record le pedane potendone poi usufruire per poche settimane, c’è da analizzare un aspetto fondamentale ovvero il contesto urbanistico e urbano nel quale si andrebbe a concretizzare questa iniziativa.
Infatti Corso De Gasperi è una strada che vive una doppia vita: da un lato zona turistico-ricettiva con il porto Marina di Stabia e dall'altro vecchia zona industriale interessata dall'area ASI. Ma il grande paradosso, al di là dell’errore urbanistico, sta nel fatto che proprio nel cuore dell’ASI è stato realizzato un porto turistico (come si evince dal piano regolatore in figura) che ha spinto poi una riqualificazione dell’asse stradale che prevede un restringimento della carreggiata oggettivamente dannoso in una zona industriale.

Ma non è tutto. L’originaria natura industriale di Corso De Gasperi sta anche alla base del fatto che il waterfront appare come un cosiddetto “muro di cemento” costituito da una serie di ex capannoni industriali, più o meno riconvertiti, che di fatto “chiudono” l’arenile alla città impedendone l’accesso. In questo stato dei luoghi, nel quale gran parte dei proprietari degli immobili vorrebbero essere coinvolti in un progetto di riqualificazione e rilancio dell’area, viene fatto un bando per la realizzazione di pedane che potranno essere raggiunte o tramite i pochi punti di accesso pubblici, dai quali sarà comunque difficile raggiungere le diverse pedane dato lo stato di abbandono e degrado in cui versa l'arenile o chiedendo il premesso ai proprietari degli immobili adiacenti. Il quadro è quindi veramente sconcertante e sintomatico della totale mancanza di pianificazione che caratterizza questa amministrazione, così come quelle precedenti, in tutti i provvedimenti per la città.
Ciliegina sulla torta? L’uso delle pedane esclusivamente per scopo “elioterapico” data la presunta non balneabilità del mare.

Insomma un altro goffo tentativo del Sindaco e della sua giunta all'insegna del disordine e della mancanza di idee. Quando si inizierà pianificare in modo serio e concreto il futuro della nostra città?

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