Dopo tanto sonnecchiare pare che l’amministrazione
comunale sia tornata a lavorare.
Si parla infatti in questi giorni di un bando per
“l’utilizzo del tratto di arenile comunale parallelo a via De Gasperi dal rivo
San Marco a Marina di Stabia per iniziative atte a migliorare, rilanciare e
promuovere il turismo, il commercio nonché le attività ludico, ricreative e
sportive con aree attrezzate per l’animazione estiva.”
L’idea potrebbe sembrare, seppur lontanamente, buona ma basta fare delle
piccole considerazioni per capire quanta superficialità ci sia dietro questo
ennesimo tentativo di creare un provvedimento utile per la città.
Al di là del notevole tempismo che sin dagli
albori è stato un tratto distintivo dell’amministrazione guidata da Nicola
Cuomo e che porterebbe, così come per i chioschi dell’anno scorso, a dover
allestire in tempi record le pedane potendone poi usufruire per poche settimane,
c’è da analizzare un aspetto fondamentale ovvero il contesto urbanistico e
urbano nel quale si andrebbe a concretizzare questa iniziativa.
Infatti Corso De Gasperi è una strada che vive
una doppia vita: da un lato zona turistico-ricettiva con il porto Marina di
Stabia e dall'altro vecchia zona industriale interessata dall'area ASI. Ma il
grande paradosso, al di là dell’errore urbanistico, sta nel fatto che proprio
nel cuore dell’ASI è stato realizzato un porto turistico (come si evince dal
piano regolatore in figura) che ha spinto poi una riqualificazione dell’asse
stradale che prevede un restringimento della carreggiata oggettivamente dannoso
in una zona industriale.
Ma non è tutto. L’originaria natura industriale
di Corso De Gasperi sta anche alla base del fatto che il waterfront appare come
un cosiddetto “muro di cemento” costituito da una serie di ex capannoni
industriali, più o meno riconvertiti, che di fatto “chiudono” l’arenile alla
città impedendone l’accesso. In questo stato dei luoghi, nel quale gran parte
dei proprietari degli immobili vorrebbero essere coinvolti in un progetto di
riqualificazione e rilancio dell’area, viene fatto un bando per la
realizzazione di pedane che potranno essere raggiunte o tramite i pochi punti
di accesso pubblici, dai quali sarà comunque difficile raggiungere le diverse pedane dato lo stato di abbandono e degrado in cui versa l'arenile o chiedendo il premesso ai proprietari degli immobili
adiacenti. Il quadro è quindi veramente sconcertante e sintomatico della totale
mancanza di pianificazione che caratterizza questa amministrazione, così come
quelle precedenti, in tutti i provvedimenti per la città.
Ciliegina sulla torta? L’uso delle pedane esclusivamente per scopo “elioterapico”
data la presunta non balneabilità del mare.
Insomma un altro goffo tentativo del Sindaco e
della sua giunta all'insegna del disordine e della mancanza di idee. Quando si
inizierà pianificare in modo serio e concreto il futuro della nostra città?

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